Santuario Madonna del Pilastro
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25 Marzo Festa del Si

La "festa del Sì" per rinnovare l'impegno di testimonianza cristiana

Le ragioni di tale appuntamento per i presbiteri, i genitori, i giovani, i ragazzi

La festa del SI è legata al 25 mar­zo, solennità dell'Annunciazione. Si celebra nella nostra Chiesa dal 1979. È stata accolta con simpatia da tutta la Comunità ecclesiale ed e diventata ormai patrimonio di quel­la ricca tradizione mariana, in cui la Chiesa piacentina si è sempre distin­ta. Quest'anno cade a ridosso del­la Pasqua e si presta molto bene co­me preparazione alla celebrazione dell'imminente mistero pasquale. I Rettori dei Santuari mariani dioce­sani, in collaborazione con il Consi­glio Pastorale, i Vicari pastorali ed i Presbiteri stanno programmando la celebrazione che ha la sua signi­ficativa espressione nei Santuari di Zona.

Le ragioni della festa del "SI"

Le motivazioni della Festa del SI trovano le ragioni più profonde nel mistero della salvezza, realizzata nel tempo, mediante l'Incarnazione di Cristo che, venendo nel mondo, di­ce il suo SI al Padre: «Ecco, io ven­go, o Padre, per fare la tua volon­tà». Maria è resa intimamente e vi­talmente partecipe del piano di Dio, quando si dichiara «serva del Signo­re» ed accetta tutto quello che Egli vuole: «acconsentendo alla Parola di Dio, diventò madre di Gesù; con­sacrò totalmente se stessa, quale Ancella del Signore, alla Persona ed all'opera del Figlio suo, servendo al mistero della Redenzione...» (L.G. n. 430).

Il «SI» della Chiesa: un impegno per vivere e per servire

Tutte le componenti della nostra Chiesa, Popolo di Dio, in permanen­te atteggiamento di servizio, secon­do la specificità della propria voca­zione, sono invitate a rinnovare un serio impegno di vita e di testimonianza cristiana.

Il SI dei Presbiteri: è il loro «SI» ecclesiale che, sotto certi aspetti, completa le Promesse Sacerdotali del Giovedì Santo. Essi convengo­no al santuario di Zona e, «con Ma­ria, la Madre di Gesù», verificano la loro vita di comunione, lo stile di pastorale che portano avanti nella por­zione di Chiesa in cui operano. Rin­novano la piena collaborazione ed obbedienza al Vescovo. Si impe­gnano a custodire il deposito della Fede in tutta integrità, ad annunciar­la con la parola e con la vita, attraverso la preghiera ed il servizio.

Il SI dei Genitori: è l'adesio­ne al progetto di Dio circa la famiglia, espressa assieme, coma cop­pia e come primi responsabili della educazione e della formazione dei figli. Rinnovano la promessa nuzia­le alla ricerca della pienezza della fe­de, di cui, in famiglia, sono i primi maestri; dell'amore che li unisce in­dissolubilmente, nell'impegno che li fa i costruttori della Chiesa Dome­stica ed attenti ad accogliere e a di­fendere la vita, come dono di Dio.

Il SI dei Giovani: alla luce del­la risposta che la Beata Vergine Ma­ria ha dato a Dio, nel mettersi total­mente a sua disposizione, s'interro­gano sul senso da dare alla loro vi­ta; sui problemi da essi sofferti e che li possono mettere in crisi, per trovare una soluzione sicura e senza compromessi; è un momento pre­zioso per la riscoperta della loro identità; delle energie che possono proficuamente mettere a disposizio­ne della comunità degli uomini e della Chiesa per un vero cambia­mento, che li sottragga dalle abituali frustrazioni, che dominano soprat­tutto il mondo dei giovani.

Il SI dei Ragazzi: il cammino finora compiuto li ha portati al bivio della vita. Sono impegnati nel pro­blema della scelta. La decisione ma­tura nella riflessione, con l'aiuto in­dispensabile della famiglia, della co­munità cristiana in cui sono inseriti e della scuola. La preghiera è un elemento determinante per un orientamento di vita e di vocazione. Il convenire al tempio mariano, con la guida degli animatori, può costi­tuire una preziosa esperienza, in cui ognuno può scoprire nel Figlio adolescente di Maria, il modello di vita «per crescere in sapienza, età e gra­zia dinnanzi a Dio ed agli uomini».

Brano del discorso del Vescovo Mons. Enrico Manfredini sulla “Festa del SI”

Festa del Si - Santuario Madonna del Pilastro 

Quando ho incominciato a vedere i preti lasciare il loro ministero e chiedere la riduzione allo stato laicale; le suore domandare la dispensa dai voti della loro consacrazione; i cristiani, giovani e adulti, abbandonare la fede e staccarsi dalla comunità ecclesiale; le famiglie sfasciarsi con il divorzio facile e legalizzato; quando ho letto il numero delle creature innocenti appena concepite e brutalmente uccise dalle loro madri con l'aborto, e quello dei matrimoni civili e delle unioni di fatto in luogo della celebrazione del Sacramento del Matrimonio, mi sono detto: “ Dobbiamo tornare a comprendere nella fede e a celebrare nella vita la solennità dell'Annunciazione! ”.
Nel Mistero dell'Annunciazione abbiamo ricevuto una grazia inestimabile e un insegnamento simbolico molto profondo.
E' questa la sorgente storica della divina tradizione, la fonte da cui sgorga e si trasmette a noi il Dono divino più importante, il Cristo. E il Cristo è la Vita! Dio ce l'ha data in Maria, perché nel modo più umanamente accessibile potessimo riconoscerlo e rispondergli a nostra volta di sì; perché imparassimo a sottrarci alla morte e a restituirci liberamente alla Vita, dicendogli con tutto il nostro essere: “ Ti amo e perciò vengo a Te per vivere sempre! “.
Alla luce del Si, che Cristo dice al Padre per farsi uno di noi onde farci vivere sempre; e del Si di Maria, che accoglie nel suo grembo la Vita per donarla al mondo, la solennità del 25 Marzo si impone a qualsiasi categoria di cristiani come la giornata del Si. In primo luogo, del Si dei preti che vogliono essere fedeli alla loro ordinazione; del Si delle religiose e dei religiosi, che vogliono essere fedeli ai voti della loro consacrazione; e poi anche del Si degli sposi, che vogliono essere fedeli agli impegni del loro patto nuziale; del SI dei ragazzi e dei giovani, che si interrogano sul senso preciso della loro vocazione personale (“ Signore che cosa vuoi che io faccia? “) e che vogliono seguire con la più generosa disponibilità la chiamata divina per realizzare pienamente la propria identità personale.
Dicevo che a Piacenza esiste già la tradizione che celebra la solennità dell'Annunciazione in S. Maria di Campagna. Che cosa costa ridarle pieno vigore di fede?
La sera del 24, o nella giornata del 25 Marzo, sacerdoti, religiosi, suore, sposi, giovani, ragazzi, bambini, da soli o in gruppo, vadano a dire a Dio, con Cristo e con Maria, il loro Si. Rinnovino il loro libero e totale Si, in comunione con quello che il Verbo ha detto al Padre facendosi uomo, e con quello che Maria ha espresso all'Angelo, accogliendo il Verbo incarnato nel suo grembo e accettando coerentemente la sua croce!
Maria infatti è giunta a capire perfettamente il valore del sì dell’Annunciazione, quando è arrivata sul Calvario e dare amorosamente il suo consenso all’immolazione della Vittima da lei generata. Mentre, infatti, diceva:“Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me secondo la tua parola”, non poteva sapere come sarebbe finito il suo Bimbo, una volta divenuto grande. Ma quando si è unita al suo martirio in croce, allora le è stata chiara la portata del suo Sì nell’Annunciazione

" Il tuo SI è una pietra preziosa nell'edificazione del Regno di Dio, nella Comunità a cui appartieni! ".