Santuario Madonna del Pilastro
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La Cappella del Voto

Cappella del Voto

Molti dei nostri lettori conoscono bene la Cappella del Voto. Vi si sono recati in pellegrinaggio ed hanno goduto della pace da cui è avvolta. E' il più giovane San­tuario mariano della Diocesi di Piacenza-Bobbio; è' nata per il Voto della madre di tre Sacerdoti, nel corso dell'Anno Mariano 1987-1988, indetto dal Papa per ricordare il Bimillenario della nascita della Madre di Gesù. Sorge al centro della Media Valtrebbia, esattamente nella Frazione montana "Filippazzi", in territorio parrocchiale di Perino, Comune di Coli, a poco più di 40 Km dalla città di Piacenza. È dedicata alla Madonna di Fatima; per molti motivi si inserisce mirabilmente nel contesto naturale del paesaggio di Fatima: boschi, pascoli, aria pura, sorgenti che non conoscono ancora inquinamenti, pace e tranquillità che invitano alla me­ditazione, alla riflessione, all'incontro con Dio, con Maria. Sono molti coloro che cercano, in quel segno mariano, costruito in sasso a vista del posto, dolcemente adagiato nel grande Bacino del Monte Concrena (Mt. 1300), affacciato sulla bella Valle, in cui scorrono le acque del sinuoso Fiume Trebbia, la pace dello spirito e la distensione della mente, messa a dura prova dall'agitato ritmo di vita del no­stro tempo. L'artistica statua, in legno di cedro, scolpita in Portogallo, è una copia perfetta della venerata statua custodita nella Cappella della Apparizioni di Fatima; fu tra­sportata nella Cappella del Seminario Vescovile di Via Scalabrini, in Piacenza e benedetta dal Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, alle ore 13:05 del 5 giugno 1988, mentre accoglieva i Sacerdoti ammalati delle Diocesi di Piacenza e Bobbio, in occasione della sua storica Visita Pastorale ai Piacentini. La Sacra Immagine, successivamente, fu portata nel Santuario della Madonna del Pilastro di Gragnano Trebbiense, dove rimase per un mese intero, durante il quale i Fedeli si avvicendavano nel raggiungerla in pellegrinaggio, spesso a piedi, e nel pregarla in continuazione. Di là, il 17 Luglio, veniva trasportata in Elicottero - il caratteristico mezzo di trasporto della Statua della Madonna Pellegrina nel mondo - dal Santuario del Pilastro alla Cappella del Voto di Filippazzi, accolta dal Cardinale Silvio Oddi e da una folla in festa. Nonostante la sua giovane età, il Santuario del Voto, è conosciuto, non solo nella provincia di Piacenza, ma anche nelle pro­vince limitrofe ed è diventato uno dei tanti segni di Fede, in cui l'uomo "pellegrino in questa Valle di Lacrime" trova una risposta, attraverso la comunione con Dio ai suoi mille "perché". Può essere di consolazione ai familiari delle vittime della strada, il sapere che la Mamma dei tre Sacerdoti volle quella Cappella per ricordare il primo figlio don Giuseppe, deceduto in un incidente stradale alla vigilia della Prima Messa del fra­tello che stava preparando con amore e gioia. Una festa che si tramutò in lutto. I progetti di Dio non sono i nostri progetti e, dal sacrificio dei nostri Cari, il Signore sa trarre un "Bene" per noi. Questo ci ridona speranza, consolazione e coraggio per continuare il cammino della vita, nell'ammirabile luce della Fede.

 

Fatima e i suoi messaggi

Nel 1917 la Madonna, attraverso tre pastorelli, ha parlato al mondo. Che cosa ha detto? Quali sono i valori che ha invitato a ritrovare ed a vivere? Eccoli, in breve.

1. Il sacrificio:

«....Volete offrire a Dio tutte le soffe­renze che Egli vorrà mandarvi, in ripara­zione dei peccati commessi e per la con­versione dei peccatori?».

2. La Preghiera:

«Voglio che recitiate, ogni giorno, il Santo Rosario... Continuate a recitare il Rosario tutti i giorni per ottenere la fine della guerra e la pace nel mondo... Prega­te! Pregate molto!».

3. L'inferno esiste:

«Avete visto l'inferno, dove vanno le anime dei poveri peccatori. Per salvarli, Dio vuole stabilire nel mondo la devozio­ne al mio Cuore Immacolato...».

«...Pregate, pregate molto per i pecca­tori e fate sacrifici: molte anime vanno all'inferno perché non c'è nessuno che pre­ghi e faccia sacrifici per esse...».

4. La Guerra deve cedere il passo alla pace:

«Se farete quanto vi ho detto, molti si salveranno e vi sarà pace... La guerra (1915-18) finirà, ma se gli uomini non cesseranno di offendere Dio, scoppierà un'altra e più terribile guerra....» (la se­conda guerra mondiale).

5. La speranza:

«...Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà...

6. Il peccato:

«Non offendete più Dio, Nostro Signo­re, perché Egli è già troppo offeso...».

 

 

 

Nella luce dei pastorelli «beati»

«Vi saranno Santi anche tra i Fanciul­li!». La profezia si è già avverata per due dei tre Veggenti di Fatima: Francesco di 11 anni e Giacinta di 10. Alla scuola dell'umile Vergine di Nazareth hanno rapi­damente scalato il monte della santità. «Francesco e Giacinta verrò presto a prenderli» - aveva detto la Madonna alla terza veggente Lucia. Contrasse­ro l'epidemia che passava sotto il nome di «spagnola». Iniziò il loro Calvario. Francesco, dopo aver ricevuto la Co­munione, confidava alla sorellina Giacin­ta: «Oggi sono più felice di te, perché ho nel mio cuore Gesù! ...Me ne vado in Pa­radiso, ma di là pregherò molto Gesù e la Madonna, perché portino presto anche voi, lassù... Addio!... fino al Cielo!... Addio!». Giacinta prega Francesco con sorprendente spontaneità: «Salutami tanto Nostro Signore e la Madonna... Dì loro che soffrirò tutto quanto essi vogliono, per convertire i peccatori e ri­parare alle offese che si fanno al Cuore Immacolato di Maria». Era il 4 aprile del 1919, quando Francesco ritornò alla «Bianca Signora, dal volto raggiante di luce. Giacinta lo raggiunse in cielo il 20 febbraio 1920